"I saluti più affettuosi vanno al gen. Roberto Speciale, verso il quale esprimo sentimenti di profonda stima e considerazione"
Queste poche parole espresse dal gen. Cosimo D'Arrigo alla cerimonia del suo insediamento al comando della GdF, in presenza del Ministro Padoa Schioppa e dell'ex Vice Vincenzo Visco, sono la più significativa dimostrazione di solidarietà di tutto il corpo della GdF nei confronti del loro ex comandante.
Come dimostrano le stesse lusinghe di Padoa Schioppa sull'operato della GdF in questi anni, decisamente appare infondato, inaccettabile, incoerente e grave il comportamento del governo nei confronti del suo precedente comandante, un generale ed un uomo che, fino a prova contraria, non ha fatto che il proprio dovere.
La presenza di Visco, evidentemente voluta e ponderata, sembra dimostrare la volontà di contrapposizione, di prova di forza, da parte del governo nei confronti del corpo della GdF.
Questo è molto più che arroganza: è lucida determinazione di prevaricazione. A quando la rimessa delle deleghe sulla GdF a Visco?
martedì 19 giugno 2007
giovedì 7 giugno 2007
GRAZIE MINISTRO PADOA-SCHIOPPA!
Finalmente chiarezza! Grazie alla relazione del Ministro Padoa Schioppa sappiamo che, per fortuna, il governo ha destituito dal suo delicato incarico di comandante della GdF un generale che, col suo comportamento inqualificabile, personalistico e irrispettoso, agiva in maniera "separata" rispetto agli interessi del governo e, quindi, del Paese. Evviva!
Finalmente si è riuscito ad eliminare quella "discrasia" che minava alla base, controllando e deviando il suo braccio operativo, la corretta azione del Vice Ministro. No, non nei confronti della lotta all'evasione che, pare, andasse a gonfie vele anche con il gen. Speciale.
Bensì la "corretta" azione di indirizzo, verifica, controllo e "suggerimento" degli avvicendamenti e delle nomine degli ufficiali della GdF da parte del Vice Ministro. Come? Non è sua prerogativa? E chi se ne frega! Se è per giusta causa (La Santa Lotta Alla Evasione Fiscale), tutto è lecito!
E non venitemi a raccontare che il Vice Ministro Visco abbia fatto indebite pressioni per interesse particolare. Non è vero (e pure se è vero, sapranno dimostrare che è falso, o quantomeno che è irrispettoso e sleale far venire a sapere certe verità)! Volete sapere quali erano le vere motivazioni del suo interesse per l'avvicendamento proprio di quegli ufficiali in particolare? Adesso no, ha altro cui pensare. Eppoi è passato tanto tempo, qualche buon motivo ci sarà stato. E che diamine!
Ci sentiamo tutti più sicuri ed affrancati dal sapere che il Ministro Padoa Schioppa e tutto l'esecutivo di cui fa parte tiene saldamente in mano la situazione e sa gestire tutte le questioni con sagacia e sicurezza. Il decreto di revoca di Speciale? Se l'erano dimenticato, ma lo faranno. L'incoerenza della sua proposizione per la Corte dei Conti? Tanto lo sapevano che non l'avrebbe accettata (guarda caso neanche avevano chiesto il parere della Corte dei Conti, tzé!). Tutto sotto controllo. E perché togliere la delega sulla GdF a quel galantuomo? Tranquilli, solo una azione diversiva, di magnanimità nei confronti di quei cagnacci dell'opposizione, ma vedrete che tra un po gliela ridanno. Con tante scuse.
Ministro Padoa-Schioppa, ancora grazie.
Finalmente si è riuscito ad eliminare quella "discrasia" che minava alla base, controllando e deviando il suo braccio operativo, la corretta azione del Vice Ministro. No, non nei confronti della lotta all'evasione che, pare, andasse a gonfie vele anche con il gen. Speciale.
Bensì la "corretta" azione di indirizzo, verifica, controllo e "suggerimento" degli avvicendamenti e delle nomine degli ufficiali della GdF da parte del Vice Ministro. Come? Non è sua prerogativa? E chi se ne frega! Se è per giusta causa (La Santa Lotta Alla Evasione Fiscale), tutto è lecito!
E non venitemi a raccontare che il Vice Ministro Visco abbia fatto indebite pressioni per interesse particolare. Non è vero (e pure se è vero, sapranno dimostrare che è falso, o quantomeno che è irrispettoso e sleale far venire a sapere certe verità)! Volete sapere quali erano le vere motivazioni del suo interesse per l'avvicendamento proprio di quegli ufficiali in particolare? Adesso no, ha altro cui pensare. Eppoi è passato tanto tempo, qualche buon motivo ci sarà stato. E che diamine!
Ci sentiamo tutti più sicuri ed affrancati dal sapere che il Ministro Padoa Schioppa e tutto l'esecutivo di cui fa parte tiene saldamente in mano la situazione e sa gestire tutte le questioni con sagacia e sicurezza. Il decreto di revoca di Speciale? Se l'erano dimenticato, ma lo faranno. L'incoerenza della sua proposizione per la Corte dei Conti? Tanto lo sapevano che non l'avrebbe accettata (guarda caso neanche avevano chiesto il parere della Corte dei Conti, tzé!). Tutto sotto controllo. E perché togliere la delega sulla GdF a quel galantuomo? Tranquilli, solo una azione diversiva, di magnanimità nei confronti di quei cagnacci dell'opposizione, ma vedrete che tra un po gliela ridanno. Con tante scuse.
Ministro Padoa-Schioppa, ancora grazie.
martedì 5 giugno 2007
IL VERO PROBLEMA POLITICO DEL CASO SPECIALE
"Io sono la prova provata che, da domattina, un qualsiasi ufficiale o un dirigente di ministero, se non fa quello che vogliono questi signori, va a casa."
Queste sono le parole del gen. Roberto Speciale (riportate dal Presidente della Commissione Difesa, Sergio De Gregorio) che, a mio parere, focalizzano bene il vero problema politico suscitato dal caso.
Il problema del rispetto dei limiti che regolano i rapporti tra le istituzioni, in questo caso tra il vice-ministro dell'Economia ed il comandante della GdF.
Se non c'è rispetto di questi limiti, allora inevitabilmente si determina una prevaricazione di un'autorità su di un'altra, che, come qualsiasi prevaricazione, rappresenta un vulnus democratico. La prevaricazione sistematica dell'autorità centrale su quelle periferiche, è ciò che caratterizza i regimi autoritari.
Lo spoil system rappresenta la pratica di sostituire gradualmente dirigenti di corpi dello stato con elementi graditi ai governanti attuali, ma secondo tempi e modalità previste dalla norma. Quando queste sostituzioni sono fatte fuori dalla normalità e delle regole prestabilite, allora diventano una cosa diversa. Quando poi ad essere sostituiti sono le persone che si sono limitate a fare il proprio dovere, che non si sono piegate a subire diktat, che si sono ostinate a seguire le regole, allora possiamo parlare di vera e propria ingiustizia.
Quando queste ingiustizie sono supportate, o quantomeno avallate, da tutto un governo, da tutti i suoi ministri, dal capo dello stato dalle autorità di controllo, siamo ... a che cosa?
Queste sono le parole del gen. Roberto Speciale (riportate dal Presidente della Commissione Difesa, Sergio De Gregorio) che, a mio parere, focalizzano bene il vero problema politico suscitato dal caso.
Il problema del rispetto dei limiti che regolano i rapporti tra le istituzioni, in questo caso tra il vice-ministro dell'Economia ed il comandante della GdF.
Se non c'è rispetto di questi limiti, allora inevitabilmente si determina una prevaricazione di un'autorità su di un'altra, che, come qualsiasi prevaricazione, rappresenta un vulnus democratico. La prevaricazione sistematica dell'autorità centrale su quelle periferiche, è ciò che caratterizza i regimi autoritari.
Lo spoil system rappresenta la pratica di sostituire gradualmente dirigenti di corpi dello stato con elementi graditi ai governanti attuali, ma secondo tempi e modalità previste dalla norma. Quando queste sostituzioni sono fatte fuori dalla normalità e delle regole prestabilite, allora diventano una cosa diversa. Quando poi ad essere sostituiti sono le persone che si sono limitate a fare il proprio dovere, che non si sono piegate a subire diktat, che si sono ostinate a seguire le regole, allora possiamo parlare di vera e propria ingiustizia.
Quando queste ingiustizie sono supportate, o quantomeno avallate, da tutto un governo, da tutti i suoi ministri, dal capo dello stato dalle autorità di controllo, siamo ... a che cosa?
domenica 3 giugno 2007
UN'ALTRA VITTIMA DEL CASO VISCO?
L'ANSA (Agenzia Nazionale Stampa Associata) è la principale agenzia di stampa Italiana. Rappresenta una cooperativa di 36 soci editori dei principali quotidiani italiani e si occupa di raccogliere e trasmettere le notizie sui principali avvenimenti italiani ed internazionali. Dall'ANSA è partito lo scoop circa la richiesta da parte di Visco di rimozione dai loro incarichi dei quattro ufficiali della GF il 16 luglio 2006, cioè poco dopo il suo insediamento quale viceministro dell'Economia con delega sulla GF. Ne è nato il caso giornalistico (ed il putiferio politico) che si trascina ancora oggi. L'allora Direttore responsabile dell'ANSA era lo stimato Pierluigi Magnasco, in carica dal 1999. Il 26 novembre 2006 è stato rimosso dal suo incarico. Per raggiunti limiti di età (65 anni), è stata la motivazione ufficiale, anche se tale limite di età non era vincolante e la decisione sia stata piuttosto dibattuta tra i soci. Naturalmente la questione potrebbe essere interpretata come un normale avvicendamento, un po' come quello del generale Speciale, ma qualche dubbio, alle persone dotate di un minimo senso critico (a prescindere dallo schieramento politico di appartenenza), credo che possa venire ascoltando ciò che dice il diretto interessato ( http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=182500 ).
La posizione ufficiale sul caso Visco-GF del governo e di Prodi in prima persona è nota ("soluzione limpida","nessuna interferenza", "Visco galantuomo"). Tuttavia offro a tutte le persone libere e con la voglia di sentire valutazioni diverse, ma non della controparte politica, questo video tratto dal sito di Antonio Di Pietro che, fino a prova contraria, facendo parte di questo governo, dovrebbe costituire un elemento obiettivo ( http://www.youtube.com/watch?v=TYUZPh0HY2w ).
Certamente molto animato sarà il dibattito parlamentare di mercoledì prossimo, dove il governo dovrà motivare il suo decreto di rimozione dall'incarico del gen. Speciale, nonché dove verrà messa a votazione (probabilmente segreta) l'insidiosa mozione di fiducia nei confronti della Guardia di Finanza e del suo generale in capo (il gen. Speciale, appunto) preparata dalla Lega. Inoltre, dalle sue ultime dichiarazioni, sembrerebbe che il gen. Speciale non intenda subire supinamente quanto accaduto, potendo sollevare dubbi di legittimità e costituzionalità sulle modalità della sua destituzione ( http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/06_Giugno/03/intervista_gerenale_speciale.shtml ).
Quello che è certo è che da questa vicenda l'attendibilità e la correttezza politica di Prodi e dei suoi ministri ne esce alquanto ammaccata. Non certo a causa di una montatura, ammesso e non concesso che lo sia, ma per come è stata gestita tutta la faccenda.
La posizione ufficiale sul caso Visco-GF del governo e di Prodi in prima persona è nota ("soluzione limpida","nessuna interferenza", "Visco galantuomo"). Tuttavia offro a tutte le persone libere e con la voglia di sentire valutazioni diverse, ma non della controparte politica, questo video tratto dal sito di Antonio Di Pietro che, fino a prova contraria, facendo parte di questo governo, dovrebbe costituire un elemento obiettivo ( http://www.youtube.com/watch?v=TYUZPh0HY2w ).
Certamente molto animato sarà il dibattito parlamentare di mercoledì prossimo, dove il governo dovrà motivare il suo decreto di rimozione dall'incarico del gen. Speciale, nonché dove verrà messa a votazione (probabilmente segreta) l'insidiosa mozione di fiducia nei confronti della Guardia di Finanza e del suo generale in capo (il gen. Speciale, appunto) preparata dalla Lega. Inoltre, dalle sue ultime dichiarazioni, sembrerebbe che il gen. Speciale non intenda subire supinamente quanto accaduto, potendo sollevare dubbi di legittimità e costituzionalità sulle modalità della sua destituzione ( http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/06_Giugno/03/intervista_gerenale_speciale.shtml ).
Quello che è certo è che da questa vicenda l'attendibilità e la correttezza politica di Prodi e dei suoi ministri ne esce alquanto ammaccata. Non certo a causa di una montatura, ammesso e non concesso che lo sia, ma per come è stata gestita tutta la faccenda.
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