Non si può che indire rapidamente nuove elezioni. Perché:
1) una radicale riforma elettorale, ancorché auspicabile, non è ragionevolmente ottenibile nella situazione attuale: non c'è accordo sul modello, non c'è accordo sulla opportunità di farla ora subito dopo la crisi di governo, c'è un referendum in vista, non si può rischiare di perdere tempo inutilmente
2) anche un eventuale esito positivo del referendum, non rappresenterebbe la soluzione magica dei problemi di governabilità del paese e richiederebbe comunque ulteriori modifiche ed adeguamenti del nostro sistema istituzionale. Meglio dunque aspettare e risolvere prima altre priorità (vedi punto successivo)
3) la vera priorità del paese è avere al più presto un governo politico certo e stabile, soprattutto nella difficile situazione internazionale attuale; è da considerare pertanto negativo, dannoso e pericoloso qualsiasi prolungamento del periodo di permanenza nella situazione di vuoto politico attuale. Una grosse coalition, in questo momento, non è ragionevolmente praticabile nè potrebbe essere realmente ben accettata sia dalle forze politiche in campo che dal paese, mentre un governo tecnico non sarebbe in grado di attuare delle politiche realmernte efficaci e di spessore, come invece è necessario fare al più presto
4) è possibile, per non dire probabile, che si possa giungere alla costituzione di una maggioranza larga e chiara a seguito di elezioni anche con la legge elettorale attuale (tuttalpiù modificata con modesti ritocchi, ma solo se unanimemente condivisi ed attuabili in maniera rapida, altrimenti meglio soprassedere)
5) nel caso in cui nuove elezioni col sistema elettorale attuale non portassero alla formazione di una maggioranza sufficentemente chiara, forte e definita, solo a quel punto una soluzione tipo grosse coalition sarebbe naturale oltreché opportuna, e sarebbe accettabile e condivisibile dalla nazione intera in quanto unica soluzione possibile e quindi necessaria
domenica 27 gennaio 2008
giovedì 10 gennaio 2008
LA QUESTIONE MALPENSA SECONDO SPINETTA
La questione Malpensa vista da Jean-Cyrill Spinetta, presidente di Air France-Klm:
"Quando guardiamo alla situazione economica di Alitalia vediamo che la grande maggioranza delle perdite viene dalla gestione di Malpensa. E' sotto gli occhi di tutti. Ignorarlo significa portare la compagnia alla scomparsa. Non abbandoniamo Milano, conosciamo l'importanza e il dinamismo dell'economia lombarda, ma questo non può significare la disfatta di Alitalia. Ci collochiamo comunque nella logica del piano di Prato (Maurizio Prato, attuale amministratore delegato di Alitalia. ndA) che riorienta la compagnia su Roma. Da Milano avremo una rete molto densa di collegamenti con le grandi città europee e, rivedendo gli orari, miglioreremo l'offerta per la clientela business. Nel lungo raggio manterremo a Milano varie destinazioni e saremo molto attenti a ricreare in futuro tutte le destinazioni che si riveleranno necessarie per l'economia della Lombardia. Per cui abbiamo ragionevoli speranze di raggiungere il riequilibrio economico".
Quindi non ha tutti i torti Calderoli quando sostiene:
"La gestione della trattativa con Air France da parte di Alitalia significa condannare Malpensa, perché gli interessi di Alitalia sono antitetici rispetto a quelli di Malpensa".
Meno male che anche Calderoli comincia a rendersene conto.
"Quando guardiamo alla situazione economica di Alitalia vediamo che la grande maggioranza delle perdite viene dalla gestione di Malpensa. E' sotto gli occhi di tutti. Ignorarlo significa portare la compagnia alla scomparsa. Non abbandoniamo Milano, conosciamo l'importanza e il dinamismo dell'economia lombarda, ma questo non può significare la disfatta di Alitalia. Ci collochiamo comunque nella logica del piano di Prato (Maurizio Prato, attuale amministratore delegato di Alitalia. ndA) che riorienta la compagnia su Roma. Da Milano avremo una rete molto densa di collegamenti con le grandi città europee e, rivedendo gli orari, miglioreremo l'offerta per la clientela business. Nel lungo raggio manterremo a Milano varie destinazioni e saremo molto attenti a ricreare in futuro tutte le destinazioni che si riveleranno necessarie per l'economia della Lombardia. Per cui abbiamo ragionevoli speranze di raggiungere il riequilibrio economico".
Quindi non ha tutti i torti Calderoli quando sostiene:
"La gestione della trattativa con Air France da parte di Alitalia significa condannare Malpensa, perché gli interessi di Alitalia sono antitetici rispetto a quelli di Malpensa".
Meno male che anche Calderoli comincia a rendersene conto.
sabato 5 gennaio 2008
RACCOLTA DIFFERENZIATA DI RIFIUTI
A proposito dell'annoso problema della raccolta dei rifiuti in Campania, oggi sul Foglio ho trovato una interessante "Andrea's version" (la sarcastica rubrica giornaliera di Andrea Marcenaro) che voglio riportare integralmente:
Tra tante chiacchiere, e tanto giusto scandalo sulla spazzatura in Campania, personalmente vorrei fare i complimenti al cronista di Repubblica, Roberto Fuccillo, il quale ieri si è sobbarcato il compito di andare a raccogliere, sulla vergognosa vicenda, le opinioni del sindaco di Napoli (Rosa Russo Iervolino), il quale ha scaricato le responsabilità non anche un po’ su se stesso, ma sul prefetto, sul governatore della regione e sul commissario governativo; quindi Fuccillo ha raccolto l’opinione del governatore della Campania (Antonio Bassolino), il quale ha picchiato duro non anche un po’ contro se stesso, ma contro il sindaco di Napoli, e contro altri, accusandoli di favorire i particolarismi; per raccattare, infine, anche il punto di vista del commissario ai rifiuti (Alessando Pansa) il quale ha scaricato le sue critiche non anche un po’ su se stesso, ma sui politici in generale e sul sindaco di Napoli in particolare. Forse il bravo Fuccillo ha considerato questo suo lavoro come ordinaria amministrazione. Invece si è trattato del primo caso, in Campania, di raccolta differenziata della monnezza.
Tra tante chiacchiere, e tanto giusto scandalo sulla spazzatura in Campania, personalmente vorrei fare i complimenti al cronista di Repubblica, Roberto Fuccillo, il quale ieri si è sobbarcato il compito di andare a raccogliere, sulla vergognosa vicenda, le opinioni del sindaco di Napoli (Rosa Russo Iervolino), il quale ha scaricato le responsabilità non anche un po’ su se stesso, ma sul prefetto, sul governatore della regione e sul commissario governativo; quindi Fuccillo ha raccolto l’opinione del governatore della Campania (Antonio Bassolino), il quale ha picchiato duro non anche un po’ contro se stesso, ma contro il sindaco di Napoli, e contro altri, accusandoli di favorire i particolarismi; per raccattare, infine, anche il punto di vista del commissario ai rifiuti (Alessando Pansa) il quale ha scaricato le sue critiche non anche un po’ su se stesso, ma sui politici in generale e sul sindaco di Napoli in particolare. Forse il bravo Fuccillo ha considerato questo suo lavoro come ordinaria amministrazione. Invece si è trattato del primo caso, in Campania, di raccolta differenziata della monnezza.
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