venerdì 17 agosto 2007

BRAVO VALENTINO ROSSI

Se è vero come è vero che facciamo parte di una comunità europea, che non esistono più barriere doganali e c'è libertà di scambio fisico e culturale tra i vari stati componenti tale comunità, se è possibile, in perfetta legalità, trasferirsi da uno stato europeo in un altro, se è vero tutto questo, per quale accidente di ragione ci si scandalizza di un caso come quello di Valentino Rossi? Io ho l'impressione che dietro il clamore mediatico di questo caso ci sia tanta ipocrisia, tanta invidia e una buona dose di opportunismo politico da parte del ministero delle finanze il quale sfrutta il caso per cercare di far passare il messaggino: "Vedete? Noi non si scherza, noi le tasse le facciamo pagare a tutti, anche a Valentino Rossi! Perciò, da bravi, pagate tutti, in silenzio e senza lamentarsi".

La verità è che ci sono politiche fiscali differenti, alla base delle quali ci sono realtà politiche e culturali altrettanto diverse, che, bontà per chi ne può usufruire, in piena legalità, sono sicuramente più accettabili e preferibili a quelle in vigore in Italia (oltre che più convenienti: Irlanda, Montecarlo, Inghilterra, non sono certo votate a regalare nulla al cittadino, semplicemente sanno gestire meglio e con più profitto il proprio sistema fiscale ed il proprio apparato statale, facendo, evidentemente, vivere meglio i propri cittadini, anche, perché no, quelli ricchi). Viva Valentino se è riuscito a farlo con correttezza e trasparenza.

Cosa dire invece di tanti altri, alcuni noti, altri perfetti sconosciuti ai più, che eludono ed evadono nell'ombra, sfruttando abilmente sfuggenti ed imperseguibili (in quanto realtà virtuali) società di comodo? Questo stato se la prende coi più piccoli (lo so che questo è considerato un luogo comune) e coi più indifesi ed il clamore del caso Valentino serve solo per loro.

Non credo sia una caso che, di questi tempi, ci sia un gran numero di persone in giro che, potendo farlo con ragionevolezza, sarebbero ben felici di andare a vivere altrove, chi ai tropici, chi in Australia, chi in Spagna, chi in sudamerica. Insomma ovunque, basta che sia fuori dall'Italia. Non per guadagnare fortune, semplicemente per poter vivere meglio, anche con poco.

Caro stato, cari politici, non vi dice niente tutto questo?

mercoledì 15 agosto 2007

GOVERNO: UNO,NESSUNO,CENTOMILA

Dice Romano Prodi: "Hamas esiste. Occorre aiutarlo ad evolversi. E la situazione di Hamas è molto complicata." "Sto aiutando fortemente, lealmente, lo sforzo di Abu Mazen e di Olmert per fare gesti di pace difficilissimi. Ma non avremo mai la pace con i palestinesi divisi in due nazioni."

Dice Piero Ostellino sul Corriere della sera (8 agosto 2007): "... ha ragione anche chi si chiede se l'Italia avrà mai una politica estera - per non dire un governo - col presidente del Consiglio che dice una cosa, il ministro degli Esteri che ne dice un'altra, il segretario del maggior partito della coalizione una terza ancora e la sinistra alternativa che è dalla parte di Hamas. La situazione di Hamas - dice Prodi - "è molto complicata". Mi pare, però, che anche quella del nostro governo lo sia. Il presidente del Consiglio sembra ritenere infatti possibile aiutare contemporaneamente Abu Mazen e Olmert a "fare gesti di pace difficilissimi" e Hamas - che la pace non la vuole e si libererebbe volentieri, oltre che di Israele, anche di Abu Mazen - a "evolvere". Un ossimoro politico e diplomatico, oltre che logico, il suo? Frutto della vocazione ecumenica e pedagogica di un capo di governo che parla come un buon prete di campagna? L'antica vocazione dell'Italia a recitare il ruolo internazionale della "mosca cocchiera"? No, a me è sembrato solo un brutto esempio di opportunismo. Certo, per la pace. Ma non in Medio Oriente. A Palazzo Chigi."

Se, oltre alla politica estera, consideriamo le diverse posizioni delle diverse anime costituenti l'attuale governo su qualsiasi tema, dalla riforma delle pensioni o della legge Biagi, dalle liberalizzazioni alla riforma elettorale, non possiamo che chiederci: ma che razza di governo ci ritroviamo? Uno, nessuno e centomila... forse, ma certamente un presidente del Consiglio con molta capacità di mediazione, anche degli opposti, anche dei contrari, anche degli inconciliabili, cioè ... inconsistente ed ineffabile. Come la politica espressa dal governo nel suo complesso. Con l'ulteriore considerazione che tale inconsistenza ed ineffabilità (di esternazione e di comportamento), oltre a danneggiare gravemente il nostro paese, crea evidenti problemi anche all'estero (basta ricordare gli ultimi richiami della comunità Europea sulla questione dei rom e le preoccupazioni espresse dalle diplomazie internazionali coinvolte nella questione medio-orientale, con l'unica eccezione di Hamas, naturalmente).