giovedì 15 ottobre 2009

Parole al vento

Un certo Matteo Mezzadri, un giovane attivista del Pd modenese, sulla sua pagina di Facebook ha lanciato questo messaggio: «Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?». Uno scherzo, certo. Fatto da uno che dice di sé: «Ho deciso di impegnarmi in politica convinto di poter vantare esperienza nella comunicazione con i giovani e nella capacità di percepire e riportare le nostre esigenze, con occhio attento al futuro». Un bravo ragazzo, insomma: diploma in fisica, laureando in ingegneria, segretario della sinistra giovanile, membro della segreteria provinciale, rappresentante all’assemblea nazionale dei Giovani democratici, componente della segreteria del circolo del Pd di Savignano (Modena). Che naturalmente è stato subito censurato per questa goliardata da due consiglieri regionali del PD («Un’autentica vergogna che si commenta da sé. Strani pensieri per un giovane di primo piano delle battaglie non violente»), tanto da costringerlo alle dimissioni dai suoi incarichi politici: «Chiedo scusa a tutti, amici e meno amici, a partire da Berlusconi. E mi dimetto dalle cariche del Pd, attendendo dal partito eventuali provvedimenti nei miei confronti. Il mio è stato un linguaggio che nessuno dovrebbe avere».

Episodio rientrato, scuse fatte, dunque tutto sistemato.

Tuttavia c'era qualcuno, saggio o semplicemente con molta esperienza, che solo qualche giorno fa scriveva: «l'aria che sento circolare in Italia mi ricorda molto quella dell'inizio degli anni '70. Non dico sia la stessa. Però, come i vecchi cani da caccia, vengo messo in allarme. Perché, essendo abbastanza anziano, rammento quel che ho visto allora»«L'imperversare dei cattivi maestri. Quelli che intossicano l'aria. Soprattutto quelli di sinistra. Scrivono che Berlusconi è come Mussolini, che la democrazia in Italia sta morendo, che non c'è più la libertà di stampa. Ancora: la ricomparsa dei firmaioli. Si stende un proclama e i cervelloni di sinistra lo firmano o mandano lettere su lettere ai giornali. Se non fosse grottesco, mi incuterebbe un timore. Ce le ricordiamo o no le 800 e più firme in fondo all'appello contro Calabresi "torturatore" di Pinelli? La famosa intellighentia di sinistra troppe volte ha tradito i doveri degli intellettuali: distinguere, non fare confusione, non aizzare le reazioni delle persone più semplici».

Non è così difficile ritenere che ci possa essere qualcuno - più disperato, più esaltato, più invasato - che possa non pensare solo ad un atto goliardico su Facebook. E in effetti questa sembra essere una preoccupazione condivisa dai servizi segreti.

Non è il caso, prima che il sangue scorra per le strade, che tutti facciano uno sforzo per cambiare registro, abbassare i toni e rinunciare allo scontro aperto e continuo alimentato spesso solo dalla faziosità e dalla polemica fine a sé stessa?

PS: Lo so: parole al vento.

2 commenti:

Fabio Chiusi ha detto...

Condivido assolutamente la tua analisi. Mi permetto soltanto di aggiungerci una segnalazione, ovvero quella contenuta in questo articolo:

http://ilnichilista.wordpress.com/2009/10/15/facebook-e-il-desiderio-di-uccidere-berlusconi-perche-matteo-mezzadri-non-e-il-solo-colpevole/

in cui cerco di mostrare come il caso Mezzadri sia figlio di un certo clima di "tolleranza" nei confronti di discorsi simili su Facebook.

Aveva davvero ragione Pansa.

nicknamemadero ha detto...

Interessante anche il tuo di post, soprattutto nel rilevare che episodi come quello di Mezzadri su Facebook non sono certo una novità. Il clamore del caso in questione essendo, probabilmente, dovuta alla militanza attiva e ufficiale nel PD dell'autore.