1) Tre milioni di persone che si mettono in fila per attendere pazientemente il proprio turno e dare il voto per il candidato segretario di un partito che sarà, significa solo che c'è un enorme bisogno di cambiamento, sia quel che sia, nella speranza che ci sia, soprattutto riferito al presente della sinistra ed all'attuale governo in particolare. Prodi dunque, a mio parere, ha ben poco di che esserne soddisfatto.
2) La percentuale di vittoria del candidato Veltroni, vicina all'ottanta per cento, è talmente schiacciante da poter far pensare a due interpretazioni possibili: la scarsità e l'irrilevanza sostanziale degli altri candidati, oppure la tendenza all'adeguamento passivo del popolo di sinistra alle chiare indicazioni del vertice e dei mass-media. Dato che almeno per quanto riguarda la Bindi e Letta non si può parlare di manifesta inferiorità rispetto ad un Veltroni (almeno come storia, caratura politica, immagine, valori ideali, ecc.), rimane valida la seconda. Il che non è esattamente edificante per l'immagine del popolo di sinistra, né confortante sul presunto valore democratico e di spinta popolare rappresentato da queste primarie (avrebbero cioè votato comunque il candidato dell'apparato, chiunque fosse stato).
3) Che Veltroni possa essere l'alfiere del nuovo, di una politica nuova, l'alfiere del cambiamento, insomma, più che dubbio è certamente assolutamente infondato. La sua storia personale, la sua lunga militanza politica nel PCI e nelle varie fasi di evoluzione del partito, la sua stessa candidatura attuale e la modalità di svolgimento delle primarie, il suo modo di porsi, la mancanza di un programma preciso o, almeno, delineabile in linea di massima (buonismo a parte e tendenza a dar ragione a tutti e torto a nessuno), non lasciano al momento supporre grandi innovazioni reali: Veltroni è sempre uomo di apparato, anche se il nuovo apparato ancora deve costituirsi concretamente.
4) Pur augurandomi anch'io che possa nascere dal nuovo PD un cambiamento della politica italiana, che di cambiamento ha certo bisogno, quello che queste primarie hanno fatto vedere è solo un'ulteriore prova (basta ricordare anche il recente referendum sul welfare) della grande efficienza e potenza dell'apparato organizzativo della sinistra, ma questa non è una grande novità.
5) Per i contenuti e la consistenza di una vera politica nuova, tutto deve essere ancora scritto. L'adeguamento di Veltroni alle problematiche espresse da Prodi circa le difficoltà pratiche di un rimpasto di governo per la riduzione della compagine ministeriale, a mio modo di vedere, non depone certo bene.
lunedì 15 ottobre 2007
lunedì 8 ottobre 2007
A MESSER TOMMASO PADOA SCHIOPPA
Esimio messer prof. Padoa Schioppa, non dubito delle sue buone ragioni per sostenere della infinita beltà delle tasse, ma mi par di doverle far notare che il suo punto di vista, di chi le tasse le chiede, è un pochino diverso da quello di noi poveri sudditi, che le tasse le dobbiam pagare. Lei è magnanimo, dice che tuttalpiù ci si pote lamentare dei servizi resi dallo stato, bontà sua, ma ciò non toglie che noi comunque le tasse pagarle dobbiamo. Lei mostra una visione alta, giusta e superiore dello stato, guardando ai più miserabili, ai derelitti bisognosi di cure, ai vecchietti in attesa di pensione, ma a noi chi ci guarda, chi si prende cura di noi poveri sudditi pagatori di tasse, che puro noi averemo lo diritto di campare, mantenere famiglia, crescere i pargoli, badare al faticoso e duro lavoro.
Veda, esimio messere, noi vorremmo con tutto lo core convenire con la sua alta visione, ma la dura realtà ci indurisce li orecchi e ci limita la visione. Sarà indubbio per nostra incapacità non vedere li frutti de li sacrifici nostri, non capire la bontà de l'agire Vostro, non goder appieno dello Vostro regnare. Ci perdoni, messere, ci perdoni tanto. Ma noi miseri siamo, e poveri stolti rimarremo.
Messere, di lassù, dove vive lei, lo mondo deve l'essere bellissimo. Quaggiù, dove viviamo noi, lo mondo appare talvolta infame. Non legga li giornali, non ascolti il volgo, non badi alle imprecazioni: non sono degne di cotanta Sua figura, e potrebbero recarle disturbo.
Con rispetto
Un umile suddito
Veda, esimio messere, noi vorremmo con tutto lo core convenire con la sua alta visione, ma la dura realtà ci indurisce li orecchi e ci limita la visione. Sarà indubbio per nostra incapacità non vedere li frutti de li sacrifici nostri, non capire la bontà de l'agire Vostro, non goder appieno dello Vostro regnare. Ci perdoni, messere, ci perdoni tanto. Ma noi miseri siamo, e poveri stolti rimarremo.
Messere, di lassù, dove vive lei, lo mondo deve l'essere bellissimo. Quaggiù, dove viviamo noi, lo mondo appare talvolta infame. Non legga li giornali, non ascolti il volgo, non badi alle imprecazioni: non sono degne di cotanta Sua figura, e potrebbero recarle disturbo.
Con rispetto
Un umile suddito
venerdì 5 ottobre 2007
PADOA SCHIOPPA HA RAGIONE!
Bravo ministro Padoa Schioppa! Non se ne poteva più di questi bamboccioni rintanati nelle case dei propri genitori fino all'età adulta, che non si sposano, che si rifiutano di lavorare, che non procreano. Grande! Diamo un bell'incentivo e via, tutti fuori, a mettere su famiglia, a lavorare a mettere in moto l'economia. Con la bella cifretta di 500 euro (l'anno) tondi tondi si possono fare miracoli, aprire le porte del paradiso, rifondare la nazione, dare una scossa salutare ad una intera generazione, anche a più d'una. Ogni giovane potrà affittarsi un bell'appartamentino per sé (chi non trova un bell'affitto di 48 euro mensili oggi come oggi?), per la propria compagna, per i propri figli e per gli amici, e questo non sarà che l'inizio di un nuovo approccio alla vita, al lavoro, alla considerazione di sé. Come hanno fatto a non pensarci prima?
Io però, caro Ministro, suggerirei di fare un tantinello di più: un altro bell'incentivo di 5 euro mensili per lo studio, il tempo libero e lo sport, così questi giovani, oltre che uscire di casa, si evolvono, si divertono e, se sono parsimoniosi, mettono pure qualcosa da parte.
Intanto grazie, anche a nome dei bamboccioni.
Io però, caro Ministro, suggerirei di fare un tantinello di più: un altro bell'incentivo di 5 euro mensili per lo studio, il tempo libero e lo sport, così questi giovani, oltre che uscire di casa, si evolvono, si divertono e, se sono parsimoniosi, mettono pure qualcosa da parte.
Intanto grazie, anche a nome dei bamboccioni.
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