domenica 30 marzo 2008

LA RICOSTITUENTE (secondo davide giacalone)

Tratto da davidegiacalone.it:
http://www.davidegiacalone.it/index.php/politica/non_solo_se_pareggiano

"Veltroni ha detto una cosa giusta, inserendola in un contesto sbagliato. In caso di pareggio al Senato, ha sostenuto, sarà necessaria una stagione costituente. No, sarà comunque indispensabile.
E’ impossibile non vedere che questa gara elettorale si svolge nell’indifferenza, e spesso nel fastidio dei cittadini. Sono evidenti i sintomi di una generale distanza, che non è qualunquismo o disinteresse, ma convinta condanna di un sistema che non funziona. Ed è impossibile non constatare che, da molti anni, le elezioni producono vincitori, ma non governanti. Tutto questo porta assai male, ed è indispensabile mettere mano alle riforme costituzionali e ad una rivoluzione del costume politico, in modo da ridare fiato ad un Paese soffocato dal non governo, dal corporativismo e da un’incapacità impastata di cinismo. Questo comporta non solo la deposizione delle armi da guerra civile, come sta in parte avvenendo, ma anche una riqualificazione della classe politica, dalla quale, invece, siamo lontani. Il prossimo Parlamento sarà composto secondo le porzioni di consenso elettorale e seguendo gli effetti delle leggi che lo regolano, ma non sarà rappresentativo dell’Italia, bensì dello stato asfittico delle forze politiche. Saranno debolmente presenti idealità e progettualità e, come ha osservato De Rita, mancheranno all’appello gli interessi. Non ci saranno i germi dell’Italia futura, ma i postumi della passata. Proprio per questo è ancora più urgente prendere atto che in tale modo non dovremo votare mai più, né con questi costumi di superficialità e propagandismo provinciale. Abbiamo ancora una grande forza, abbiamo giovani ed imprese che possono farsi valere, abbiamo una cultura che va riscattata da conformismo e panciafichismo, ma abbiamo prima di tutto bisogno di ridare impulso al cuore democratico, alle istituzioni.Le elezioni che ci apprestiamo a celebrare non serviranno a questo. Sebbene vivano nel futuro immediato sono il compimento di una storia iniziata quattordici anni fa. Ma subito dopo occorre mettere mano al futuro vero, che ci riguarda tutti. E non solo in caso di pareggio, quindi non solo nel caso ci sia da guadagnarci per un mondo politico esausto e spompato. Una ricostituente ci vuole comunque, se non vogliamo trasformarci nel museo dei nostri errori"

Come al solito una lucida e condivisibile analisi della nostra situazione politica, espressa con mirabile chiarezza e semplicità da Davide Giacalone.

VELTRUSCONI: E SE FOSSE?

"If Silvio Berlusconi and Walter Veltroni came together they just might be able to save Italy"
Queste le foto e l'occhiello all'articolo sull'ultimo numero di Newsweek. Si delinea questo scenario possibile, se non probabile: una vittoria del PDL, ma non così schiacciante, tale da rendere necessaria una sostanziale collaborazione dei due principali partiti italiani (PD e PDL) per la scrittura di quelle importanti riforme necessarie al paese (e che non si è ancora riuscito a fare, proprio per la mancanza delle condizioni necessarie). Da una necessità, quindi, potrebbe derivare una grande e positiva opportunità di svolta per il paese.
E se fosse proprio così?

venerdì 28 marzo 2008

MERCATO E BUBBOLE

"I mercati hanno bisogno di più Stato, più politica. Lo spegnersi della fiamma ideologica ed il non accendersi della ragionevolezza hanno portato un buio nel quale sembra tutti siano uguali, tutti pronti ad idolatrare un mercato da lasciarsi libero, da non condizionare. Bubbole. E’ giusto ed è bene far uscire lo Stato e la politica dal mercato, ma guai se perdono capacità e voglia d’indirizzo e controllo. Il mercato, in sé, non è fautore di democrazia e giustizia, e per rendersene conto basterà guardare alla meschinità del governo italiano, che s’inchina agli iraniani per avere petrolio e si rifiuta di ricevere il Dalai Lama per non indispettire i cinesi. Questo non è mercato, queste sono cecità e viltà.Abbiamo un problema interno al mondo capitalistico, dove si è lasciato che la finanza e le banche violassero la regola secondo la quale alla fiducia corrisponde la responsabilità, con il risultato che prima si è trasferito il rischio (e la fregatura) nelle tasche dei risparmiatori, poi si è tolta credibilità a conti e bilanci, che sono le scritture sacre del mercato. Ed abbiamo un problema nei mercati mondiali, dove la fine della guerra fredda e la globalizzazione hanno fatto comparire mostri prima sconosciuti: dittature in veloce accumulazione capitalistica. Luoghi dove si ammazza l’oppositore, ma all’apparato s’insegna come funzionano gli occidentali e se ne clona il tessuto societario, talché si creano floride multinazionali dell’energia, della produzione e della finanza. Quelle ricchezze, poi, nel mentre i lavoratori interni hanno sei anni e muoiono senza essere costati di pensione, possono essere reinvestite in debito dei Paesi d’antico capitalismo. Come dire che le dittature divengono azioniste delle democrazie.Sono problemi politici, questi, mica alchimie per economisti. E serve a poco erigere muri contro i mali esterni, anche perché ne abbiamo di notevoli all’interno.
Serve più politica, perché serve ripensare le regole interne e rimettere a fuoco i valori da far valere all’esterno. Servono idee al servizio d’ideali, perché è quella l’energia che muove il mondo. La povertà della politica italiana è, al tempo stesso, causa e conseguenza del progressivo immiserirsi che ci affligge. Il disinteresse per la politica, in fondo, è solo rassegnazione al degrado"

Tratto da www.davidegiacalone.it

Inutile dire che sottoscrivo riga per riga.

E BASTA!

Tratto dal sito beppegrillo.it:

"Basta con il primato della politica sulla Giustizia. Basta con le prescrizioni. Basta con la moglie di Fassino in Parlamento per cinque legislature. Basta con Fassino, dirigente “non nato sotto il cavolo”, ancora in Parlamento. Basta con le candidature mafiose. Basta con i “Village People” alla Camera. Basta con i morti viventi al Senato. Basta con Icaro - Testa d’Asfalto e il tormentone Alitalia. Basta con l’extravergine Formigoni e i suoi “comunicati e liberati” alla Sanità lombarda. Basta con Crisafulli, Carra, Dell’Utri, Cuffaro candidati. Basta con Azzurro Caltagirone e gli interessi di suo suocero. Basta con Geronzi in banca e non in tribunale. Basta con la Forleo sotto processo. Basta con D’Alema che rifiuta i processi. Basta con De Magistris inquisito. Basta con il ceppalonico Mastella e la sua liquidazione di 300.000 euro. Basta con la TAV di 13 miliardi di euro in Val di Susa e le ferrovie locali allo sfascio. Basta con Bassolino e la mozzarella di bufala radioattiva. Basta con le panzane del mago Otelma Bondi. Basta con i sorrisi di compatimento di Polito, mantenuto di Stato. Basta con la merda di Fede e di Riotta che straripa dal televisore. Basta con gli aborti verbali di Ferrara, mantenuto di Stato. Basta con il controllo dell’informazione da parte di mediasetpartiticonfindustria. Basta con gli aumenti alla pompa di benzina e i profitti per i grandi azionisti dell’ENI. Basta con il titolo di Telecom Italia in picchiata e Tronchetti in barca con Afef. Basta con Malpensa hub nel deserto del varesotto di Bossi e Maroni finanziato dalle nostre tasse. Basta con i veleni a pagamento in città con l’Ecopass della Moratti. Basta con l’EXPO 2015 dei costruttori immobiliari. Basta con gli inceneritori e i tumori a norma di legge. Basta con le false liste nazionali alle elezioni politiche con il mio nome. Basta con Tremonti che ci spiega come LUI ha ridotto l’economia. Basta con Castelli che ci spiega come LUI ha ridotto la giustizia. BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

Basta con il respiro trattenuto. Basta con la vita in apnea. Basta con i sospiri di delusione. Basta con gli sbuffi di rabbia. Basta con le parole non dette. Basta con la professione del politico. Basta con la politica dei furbi e la società dei fessi. Basta con la recessione. Basta con l’incertezza della pena. Basta con i delinquenti senza frontiere in Italia. Basta con le basi militari degli Stati Uniti in Italia. Basta con l’Italia piattaforma logistica. Basta con la speculazione dei Comuni sulle licenze edilizie. Basta con i politici in televisione a parlare del nulla. Basta con i servi dell’informazione a leccargli il culo, a non fare mai una domanda. Basta con questa pagliacciata mediatica. Basta con De Bortoli, con Floris, con Vespa, con Mieli, con Giordano, con Belpietro con tutti i loro colleghi novantagradini. Basta. Il 25 aprile gridiamo: “Basta!”"


... e basta pure con Grillo. Così siamo a posto.

(non è rimasto nessuno)

giovedì 27 marzo 2008

LA SVOLTA CULTURALE DEL PD

Per chi ancora non lo conoscesse, consiglio di visionare questo video:
http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=20cbe32c-fb6b-11dc-be4d-00144f486ba6

Un video storico, quasi pari, per importanza e significato, alla caduta del muro di Berlino: ora esiste la prova provata che non esistono barriere culturali, che la politica italiana della nuova sinistra è finalmente degna controparte degli azzurri seguaci della Brambilla e del grande precursore Silvio Berlusconi ("meno male che Silvio c'è").

PS: Dopo tale storica svolta, non sono più tollerabili atteggiamenti di superiorità culturale da parte dei convinti sostenitori del PD di Veltroni rispetto all'ultimo rappresentante dei circoli della libertà.
Viva l'Italia :)

domenica 23 marzo 2008

UN FATTO INTERIORE VOLUTAMENTE MEDIATICO



Magdi Allam, noto giornalista egiziano musulmano, vice-direttore del Corriere della Sera, si è convertito alla fede cristiana. Lo ha fatto in maniera clamorosa ed il battesimo gli è stato impartito da papa Benedetto XVI° in occasione della solenne veglia pasquale in San Pietro. La sua conversione ha avuto il massimo clamore mediatico ed è stata trasmessa in mondovisione.

Qualcuno ne è rimasto semplicemente sorpreso, qualcun'altro ha avuto perplessità od ha manifestato aperta critica per la pubblicità mediatica di un fatto che, di norma, dovrebbe interessare solo la propria coscienza, cioè solo la propria interiorità più profonda.

Anche io mi sono interrogato su questo. La lettera pubblica inviata dallo stesso Magdi Cristiano Allam (Cristiano è il suo nuovo nome da credente) sul Corriere della Sera di oggi, 23 marzo 2008, credo offra elementi importanti per comprendere meglio il significato di tanto clamore.
Eccone alcuni stralci:

"Caro Direttore, mi hai chiesto se io non tema per la mia vita, nella consapevolezza che la conversione al cristianesimo mi procurerà certamente un’ennesima, e ben più grave, condanna a morte per apostasia. Hai perfettamente ragione. So a cosa vado incontro ma affronterò la mia sorte a testa alta, con la schiena dritta e con la solidità interiore di chi ha la certezza della propria fede. E lo sarò ancor di più dopo il gesto storico e coraggioso del Papa che, sin dal primo istante in cui è venuto a conoscenza del mio desiderio, ha subito accettato di impartirmi di persona i sacramenti d’iniziazione al cristianesimo. Sua Santità ha lanciato un messaggio esplicito e rivoluzionario a una Chiesa che finora è stata fin troppo prudente nella conversione dei musulmani, astenendosi dal fare proselitismo nei Paesi a maggioranza islamica e tacendo sulla realtà dei convertiti nei Paesi cristiani. Per paura. La paura di non poter tutelare i convertiti di fronte alla loro condanna a morte per apostasia e la paura delle rappresaglie nei confronti dei cristiani residenti nei Paesi islamici. Ebbene oggi Benedetto XVI, con la sua testimonianza, ci dice che bisogna vincere la paura e non avere alcun timore nell’affermare la verità di Gesù anche con i musulmani"

"Ebbene mi auguro che dal gesto storico del Papa e dalla mia testimonianza (gli islamici convertiti, ndA ) traggano il convincimento che è arrivato il momento di uscire dalle tenebre dalle catacombe e di affermare pubblicamente la loro volontà di essere pienamente se stessi. Se non saremo in grado qui in Italia, nella culla del cattolicesimo, a casa nostra, di garantire a tutti la piena libertà religiosa, come potremmo mai essere credibili quando denunciamo la violazione di tale libertà altrove nel mondo? Prego Dio affinché questa Pasqua speciale doni la risurrezione dello spirito a tutti i fedeli in Cristo che sono stati finora soggiogati dalla paura"

Magdi Cristiano Allam


Ecco la versione integrale della lettera:

sabato 22 marzo 2008

A PROPOSITO DI OBBLIGATORIETA' DI AZIONE PENALE

Pubblicato su www.davidegiacalone.it il 20/03/2008:

"Intervenendo nella pagina di Radio Carcere, meritoriamente pubblicata da il Riformista, Veltroni ha affondato il tema dell’azione penale, al solito utilizzando circonlocuzioni che fanno sembrare la prosa di Arnaldo Forlani un mostro di determinazione e ruvidezza. Dopo aver detto che il processo dovrebbe essere più veloce e giusto (quando trovate qualcuno che lo vuole ancora più lento ed ingiusto avvertitemi), ha affermato che si dovrebbe affidarsi “ad un procedimento che veda la partecipazione di Parlamento, Csm e Procuratori della Repubblica nella fissazione dei criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale”. Taluno si è spinto a giudicare coraggiosa una simile riflessione. Volendo dare un contributo costruttivo: è totalmente sbagliata.
Intanto si chiamano le cose con il loro nome, cosa che non fa neanche il pdl: abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale. Istituto che ha perso il suo significato originario (tutti uguali davanti alla legge e nessuna omissione nel perseguimento dei reati) ed è divenuto il suo opposto (ciascun procuratore fa quello che gli pare nei confronti di chi crede). Una volta messisi su questa strada, se ne devono comprendere le necessarie implicazioni, a partire dalla netta separazione delle carriere. Che, ancora una volta, neanche il pdl chiede con la necessaria chiarezza. E’ chiaro che se c’è possibile discrezionalità nello stabilire quali casi portare al processo, a maggior ragione non possono essere colleghi quelli che scelgono l’imputato e quelli che lo giudicano. Non dovrebbero esserlo in nessun caso, ma in questo meno che mai.Poi si tratta di stabilire chi fissa gli indirizzi. Il modello Veltroni è quello della Rai: il Parlamento con la commissione di vigilanza, il consiglio d’amministrazione con le persone nominate dai partiti, infine la struttura, a rappresentanza dell’azienda. Nel caso giustizia: il Parlamento, il Csm quale camera delle correnti, i procuratori quali diretti interessati. Preclaro esempio di assemblearismo consociativo, utile a non fa funzionare nulla. Difatti neanche la Rai funziona.Invece l’indirizzo spetta al governo, che ne risponde ogni giorno al Parlamento e con le elezioni al popolo. Si tratta di scelte eminentemente politiche, connaturate al rapporto di fiducia che c’è fra gli eletti ed i governanti, e non solo non giova deresponsabilizzare i secondi, ma neanche è possibile delegare la politica giudiziaria al dibattito parlamentare. Se poi penso che dovrebbero discuterne i rappresentanti dell’inesperienza, mi vengono i brividi.Obiettano le vestali del partito unico delle toghe: giammai, perché la Costituzione vuole la magistratura autonoma ed indipendente. Il che conferma la mia impressione di sempre: questi la Costituzione la sventolano, ma non la leggono. La magistratura è subordinata alle leggi, e le leggi le fa il Parlamento, quindi la politica. La magistratura è indipendente nell’esercizio della funzione, ma certo non nello stabilire il confine fra lecito ed illecito, fra bene e male. Il pangiustizialismo, le teorie del tipo “mani pulite nel mondo”, sono l’opposto della giustizia e dello Stato di diritto. Capisco che la confusione alberghi nell’animo di chi si allea con Di Pietro ed i suoi valori immobiliari, ma la sindrome è contagiosa, pertanto vale la pena ribadire l’ovvio.La giustizia italiana è in uno stato pietoso. Non saranno le frasette e gli effettucci a porre alcun rimedio. Quindi scusate se possiamo apparire piccosi ed incontentabili, ma il nulla resta il nulla, anche se pronunciato con tono ispirato."

Davide Giacalone

STRAORDINARO WALTER!

E dopo la catena di S'Antonio http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200803articoli/31237girata.asp

ecco il KIT !
http://ecommerce.partitodemocratico.it/adon.pl?act=idx&sid=6

Ma non sono straordinari?

Senza contare (per chi avesse l'intestino un po' affaticato...)
http://fermentidemocratici.ilcannocchiale.it/

giovedì 20 marzo 2008

TREMONTI , UN POLITICO DEGNO DI ESSERE ASCOLTATO

Stamattina interessantissima puntata di Omnibus de La7 che ha avuto come ospiti Giulio Tremonti ed Emma Bonino.
http://www.giuliotremonti.it/primopiano/visualizza.asp?id=240

Partendo dalla questione Alitalia si è alimentato un dibattito di grande intensità e profondità sui grandi temi economici (ma non solo) mondiali. Tra l'altro Tremonti ha contestato in maniera molto convincente quella etichetta di "protezionista" che gli viene spesso rifilata (come critica definitiva e liquidatoria): in sostanza ha affermato che protezionista è colui che è contro il mercato, mentre chi, come lui, chiede giuste e condivise regole di mercato ne è il suo vero e più genuino cultore. Lui non si ritiene affatto antieuropeista (altra frequente critica che gli viene mossa), semplicemente contesta che l'Europa si debba tenere insieme solo sull'economia e sulla finanza, ritenendo viceversa che si debba puntare su una nuova Europa, che, attraverso la riscoperta e la giusta riconsiderazione dei grandi valori culturali che la contraddistinguono storicamente, possa trarre nuova forza ed impulso. Ha infine auspicato che il parlamento europeo, ora solo una commissione legiferante, diventi uno strumento di reale ed effettivo dibattito democratico.

Nonostante i frequenti tentativi di denigrazione del personaggio Tremonti, credo che costui sia uno dei pochi ad avere una visione e delle idee originali sulle grandi questioni in atto in Europa e nel mondo e sui principali processi in corso (economici quanto culturali, politici, valoriali, storici). Mi ha sorpreso scoprire come in realtà nei suoi confronti ci sia stima e condivisione su molti punti da parte della Bonino, come pure da parte di Giannini (vicedirettore di laRepubblica), oltre che, ma questo era noto, da parte di Oscar Giannino (di LiberoMercato).

Giulio Tremonti gode in realtà di una ampia e notevole stima, essendogli unanimemente riconosciuta grande competenza e qualità culturale, e non solo nell'ambito del suo schieramento, ma anche negli ambienti teoricamente più ostili della sinistra: di lui, ad esempio, Piero Sansonetti, direttore di Liberazione dice: «Discutere di politica a noi è sempre piaciuto e siccome Tremonti parla di politica e non di sciocchezze elettoralistiche, a noi piace. Tremonti pone grandi questioni politiche e in particolare un tema su cui noi siamo molto sensibili: la crisi della globalizzazione. Tremonti mette in discussione il principio che la globalizzazione sia la risposta liberista a tutti i mali e capace di risolvere i problemi dell'umanità e questo a noi piace. Però ci fermiamo qui perchè la risposta che Tremonti dà non ci trova d'accordo». Per il direttore dell'Unità Antonio Padellaro, «Tremonti è l'esponente più preparato e più colto del centrodestra con una strategia che non è semplice propaganda comunicativa. la sua esperienza di socialista gli ha conferito quella caratura che pochi hanno nel centrodestra».
Per le fonte di queste citazioni si fa riferimento a questo articolo:
http://www.iltempo.it/2008/03/20/56105-nuovo_tremonti_conquista_compagni.shtml

Insomma quello di oggi è apparso un notevole Tremonti: uno dei pochi politici che sappia dire cose di grande interesse, valore ed originalità. Non solo in Italia.



PS: da una sua intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera:

http://www.corriere.it/politica/08_marzo_20/tremonti_da_piccolo_vittima_del_bullismo_a508d484-f64c-11dc-a713-0003ba99c667.shtml

«Nella mia vita non ho mai incontrato un gay scemo, mentre ho incontrato tanti altri assolutamente cretini fuori del mondo gay. E la realtà omosessuale è ben rappresentata da persone di prim'ordine nel mondo della cultura, della finanza e della moda».

«Magari la gente leggesse Marx. È un genio. Oggi a sinistra ci sono solo i Simpson (e ne hanno gli stessi difetti basta guardarli in faccia)».

...tutto si può dire di lui, tranne che non sia originale e coraggioso.

sabato 15 marzo 2008

SULLA IMMAGINE DEI CANDIDATI

Più passa il tempo e più Veltroni appare finto, costruito, non convincente, spuntato.

Ha fatto tutto il possibile, nelle condizioni date, per cercare di creare una sua "suggestione": scelta delle locations, parole d'ordine d'effetto, qualche faccia nuova, un "loft" come quartier generale, un'abile e discreta messa in ombra di figure scomode, una regia della "rimonta", del "ce la possiamo fare" (che però, in base ai più recenti sondaggi elettorali, sembra perdere credibilità). Manca solo una cosa: la sostanza.
Un po' come la festa del cinema di Roma.

Berlusconi, invece, pur con i suoi indubbi limiti e controindicazioni, sembra non interessarsi affatto alla costruzione di un sé ideale: semplicemente si mostra per quel che è, ed agisce in modo molto determinato e pragmatico.

Con una probabile sostanziale vittoria in tasca, con un potenziale schieramento prossimo alla metà degli elettori del paese, con una drammatica esigenza di politica efficace e concreta per risollevare le sorti del paese e degli italiani, a fronte di una situazione internazionale preoccupante, sembra non voler, stavolta, offrire sogni, badare alle apparenze, curarsi troppo dell'apparire diverso da quel che è (o almeno di nascondere i propri limiti). Sembra voler andare alla sostanza, all'osso, alla concretezza. Tanto da candidare (ed ammetterlo) un Ciarrapico perché questo può tornargli utile...

Insomma un Berlusconi brutto, pratico e determinato, contro un Veltroni bello (?!?), ma vacuo e incostistente.

sabato 8 marzo 2008

POLVERE DI STELLE

Prodi non è mai stato amato. Caduto il suo secondo governo, il silenzio (più che rispettoso molto interessato) e l'abbandono, anche e soprattutto da parte della sua stessa parte politica, sembrano averlo avvolto. Lasciato nel nulla.

Ma chi è veramente costui e come è potuto diventare capo di governo e perché?

E' stato catapultato alla guida dello schieramento del centrosinistra per due volte e per la stessa ragione: un personaggio estraneo alla politica, soprattutto alla sinistra ufficiale (per ragioni di opportunità elettorale), che si prestasse a rappresentare la parte del leader dello schieramento. Chi meglio di lui, con la sua faccia di gomma e la capacità di sopportazione di Giobbe, ma nello stesso tempo sufficientemente orgoglioso e illuso da credere al suo ruolo di leader (in realtà fittizio)? La plausibile ragione della sua scelta è proprio nel suo "non essere": non abbastanza leader, cioè non abbastanza carismatico, politicamente definito e strutturato, "neutro" insomma, che non creasse eccessivi problemi a coloro i quali gli hanno assegnato quel ruolo. In più l'essere cattolico praticante ha sicuramente rappresentato una caratteristica gradita e strategicamente importante. Prodi è stato Presidente del Consiglio così come è stato Presidente dell'IRI: un nominato, un incaricato, un preposto ad una funzione. Nulla più.

La sua parte l'ha svolta a perfezione. Adesso semplicemente questa rappresentazione è finita. E nessuno lo andrà a cercare. Né gli mostrerà la benché minima riconoscenza.

Ah, la dura legge del teatro!

PS: per chi volesse documentarsi sull'attività e sul ruolo di Romano Prodi vedere quì:
http://leguerrecivili.splinder.com/post/16418316

giovedì 6 marzo 2008

ORGOGLIO


Le Monde (Paris) - mis à jour le 05.03.08 23h29:

"Ligue des champions : l'AS Roma trop forte pour le Real Madrid"


Lo ammetto: detto così, da un giornale francese, riferito ad una squadra italiana, vittoriosa con una delle più blasonate squadre di calcio del mondo, con tanto di appellativo "Real", fa proprio un gran bell'effetto...

martedì 4 marzo 2008

SE IL SOGNO FOSSE INCUBO

Prodi aveva promesso serietà e buongoverno, che avrebbero consentito la rimessa in moto del paese.

Di serietà se n'è vista poca, in compenso abbiamo potuto apprezzarne la testarda e pervicace determinazione, oltre i limiti dell’umana decenza e sopportazione, nell'occupazione massiva e capillare di ogni possibile spazio di potere. Più che il buongoverno, il paese ha sperimentato, in una fase di fugace ripresa dell'economia europea, un salasso di tale portata da lasciarlo pressocché esanime ed esangue (altro che rimetterlo in moto).

Ora Veltroni promette sogno e rinnovamento totale.

Vista la passata esperienza, dovesse vincere Veltroni sarei un po' preoccupato: e se il sogno si rivelasse un incubo ed il rinnovamento totale la catastrofe finale?